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    Pergole e serre: architettura tra casa e giardino

    pergole e serre sprech

    Iniziamo questo nuovo anno con una novità sul nostro sito, una rubrica interamente dedicata all’architettura da esterni curata dall’architetto Stefania Galante.

    L’architetto Galante ci guiderà attraverso i temi dell’architettura, in particolare l’architettura del paesaggio, con uno sguardo al passato e una dettagliata analisi degli scenari attuali e futuri.

    architettura da giardino: Pergole e serre

    É dallo sviluppo dei giardini all’interno delle ville, in epoca rinascimentale, che il progetto architettonico “si sostanzia nelle relazioni tra casa e giardino e tra giardino e paesaggio.” [1]

    Nel giardino, infatti, si configura l’aspirazione al ritorno ad una naturalità originaria, che da sempre ha avuto bisogno dell’intervento di architetti e paesaggisti per essere messo in opera.

    Tronchi che divengono colonne, corridoi che diventano viali, soffitti gazebi e vetrate che diventano serre e aprono lo sguardo verso lo spazio verde: le architetture dei giardini mostrano sin dai tempi più antichi l’incessante desiderio di adattare e integrare la natura alla residenza.
    Una integrazione che si realizza con le architetture del verde che si fondono con le abitazioni: le pergole e serre. Nate per raffrescare aree dei giardini e delle abitazioni le prime e per creare luoghi riscaldati per la sopravvivenza delle piante nei periodi più freddi le seconde, queste strutture dal XIX secolo sono diventati spazi di socialità dove “prendere il caffè, fumare un sigaro o leggere un giornale in mezzo al verde e ai fiori” [2], diffuse anche nei luoghi di relax e villeggiatura, terme, hotel e ristoranti.

    Il loro grande fascino e l’utilità le hanno fatte giungere sino a noi immutate nella funzione, ma non nella forma e nella tecnologia.

    Pergola bioclimatica Shade: continuità tra casa e giardino

    Rispetto alle prime soluzioni le pergole hanno, infatti, perso l’apparato decorativo, legato all’uso della ghisa, e presentano un aspetto più asciutto e moderno, grazie all’uso dell’alluminio, e, soprattutto, sono, ora, dotate di tecnologie che permettono di creare al loro interno ambienti confortevoli tutto l’anno.

    Ne è, un esempio SHADE, la pergola bioclimatica prodotta da SPRECH e vincitrice dell’Archiproducts design award 2020, premio assegnato ogni anno alle eccellenze del design internazionale.
    La pergola bioclimatica Shade si contraddistingue, infatti, per l’innovativa tecnologia smart delle lame a taglio termico che, movimentate da un telecomando, garantiscono riparo dal sole e frescura o in alternativa la penetrazione delle radiazioni solari e il riscaldamento passivo.
    Il sistema modulare, idoneo sia per l’installazione addossata a muro che autoportante, può essere realizzato su misura e coprire ampi spazi senza montanti intermedi, soluzione che lo rende ideale sia per abitazioni private che strutture Ho.Re.Ca. (hotel, ristoranti, caffè) Le linee pulite, essenziali ed eleganti, il sistema integrato di illuminazione led rendono la pergola bioclimatica Shade la perfetta evoluzione contemporanea delle storiche pergole da giardino.

    [1] P. ORLANDI, L’architettura del giardino, in C. Tovoli (a cura di) Giardini nel tempo dal mito alla storia, Bologna, 2015, p. 61
    [2] R. BASSI, L’invenzione della serra dal clima artificiale al gusto di un salotto nel verde, in ARREDO & CITTÀ – ANNO 23 N.1, 2010, p. 21

     

    Stefania Galante, architetto, si è laureata presso l’Università degli Studi di Firenze, dove ha studiato industrial design con il prof. Chigiotti. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Napoli e una borsa di studio post-dottorato presso la Scuola Superiore Isufi, Università del Salento.
    Ha lavorato a contratto presso la Direzione Patrimonio storico architettonico e Demoetnoantropologico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Settore Musei, e presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Pigorini di Roma, occupandosi di allestimenti museali e mostre.
    Da circa 15 anni lavora come libero professionista occupandosi di interior design, exhibit design, product design con una particolare attenzione alla sostenibilità. Ha al suo attivo partecipazioni a mostre collettive con oggetti di design autoprodotto. Nel 2014 ha collaborato con un’azienda di marmi per la realizzazione di alcune lampade utilizzando gli scarti di produzione, esposte a Milano in occasione del Salone del Mobile del 2015, Fuorisalone, Ventura Lambrate, e a Roma presso la Galleria “La Linea Arte Contemporanea” nel dicembre 2015.
    Ha insegnato presso l’Università del Salento, l’Accademia di Belle Arti di Lecce e attualmente per l’Istituto Design Matera.
    É inoltre autore di saggi e articoli su riviste scientifiche e alcune sue realizzazioni sono state pubblicate in cataloghi mostra e testi specialistici.