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    Allestimenti di design per il paesaggio costiero

    Continua sul nostro magazine lo speciale dedicato alle strutture balneari, storia culturale e architettonica, oggi approfondiremo il tema degli allestimenti di design per il paesaggio costiero.

    A cura dell’architetto Stefania Galante;

    Negli anni ’80 Ugo La Pietra fondò a Cattolica l’osservatorio di Cultura Balneare per studiare i fenomeni culturali legati a questi territori e per proporre un design specifico per questi luoghi.

    Architettura e paesaggio costiero

    Le sue osservazioni dell’epoca restituiscono scenari che ancoraallestimenti di design lidi balneari oggi appaiono familiari “(…) queste letture attente all’ambiente costruito non possono far dimenticare la trasformazione rapida e brutale di un territorio di straordinaria bellezza, quale quello delle nostre coste, né possono farci ignorare le contraddizioni di questi luoghi che oscillano tra la frenesia estiva e l’abbandono invernale fino al disastroso inquinamento dell’ambiente naturale” (U. La Pietra, 2019).

    Dagli anni ’80, infatti, le trasformazioni delle nostre coste non hanno subito rallentamenti né battute d’arresto, dal 1985 ad oggi sono stati cancellati dal cemento qualcosa come 222 chilometri di paesaggi costieri, al ritmo di quasi 8 km all’anno, e a nulla sono valsi i pochi tentativi legislativi di tutela (Legge Galasso 431/1985, Legge 29 giugno 1939, n. 1497  Protezione delle bellezze naturali, e successive modifiche).

    Nell’ultimo ventennio, tuttavia, si è assistito a una crescita della consapevolezza sulle tematiche ambientali e sulla sostenibilità delle risorse anche nelle amministrazioni territoriali che hanno cominciato ad avviare piani di tutela per i paesaggi e per i territori e per i luoghi più vulnerabili come le fasce costiere.

    La responsabilità etica e sociale nei confronti dell’ambiente ha coinvolto anche il design che, in molti casi, ha ripensato il progetto secondo una dimensione distintamente contemporanea, fondata sull’attenzione alla sostenibilità dell’ambiente e degli stili di vita. La cultura del progetto ha generato soluzioni per uno sviluppo teso al risparmio delle risorse e al consumo di territorio, e per un turismo lento e non invasivo.

    Allestimenti di design amovibili e privi di impatto sul paesaggio costiero

    Sprech ha messo a frutto il suo know how storico nella progettazione di lidi balneari per generare soluzioni in cui l’attenzione alla sostenibilità della struttura balneare coinvolge tutte le fasi del progetto: dalla scelta degli elementi costruttivi (sistemi di assemblaggio semplici e reversibili) alla durata e fine vita del prodotto non site specific, e quindi pensato per essere smontato durante la stagione invernale e riconfigurato anche in luoghi diversi, alla scelta dei materiali naturali che permettono un’estetica affine all’ambiente in cui si inseriscono.

    L’esperienza nella realizzazione di strutture modulari  ha permesso inoltre all’azienda di realizzare componenti per sistemi costruttivi a secco accoppiabili e combinabili che garantiscono flessibilità e versatilità e, conseguentemente, la possibilità di ottenere tutte le configurazioni desiderate garantendo, grazie alla facilità di montaggio e smontaggio, un basso impatto ambientale sulle coste.

    La semplicità di entrambi i sistemi si configura come materiale plasmabile dalle mani e dalla fantasia dei progettisti che possono reinventare i lidi che da anni permettono di vivere il mare usufruendo non solo di molti comfort ma anche di accessibilità per tutti.

    Il design insieme alla cultura produttiva aziendale arriva oggi a realizzare un’idea di gestione sostenibile dei nostri litorali costieri, intesa come convivenza possibile tra la natura e l’essere umano, grazie a progetti etici e consapevoli.

    [1] Ugo La Pietra, Argomenti per un dizionario del design, a cura di C. Vinti, Roma, 2019, pp. 263-264

    [2] Salviamo le coste italiane, dossier di Legambiente, 2015

     

    BIOGRAFIA DELL’AUTRICE

    Stefania Galante, architetto, si è laureata presso l’Università degli Studi di Firenze, dove ha studiato industrial design con il prof. Chigiotti. Ha conseguito un dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi di Napoli e una borsa di studio post-dottorato presso la Scuola Superiore Isufi, Università del Salento.
    Ha lavorato a contratto presso la Direzione Patrimonio storico architettonico e Demoetnoantropologico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Settore Musei, e presso il Museo Nazionale Preistorico Etnografico Pigorini di Roma, occupandosi di allestimenti museali e mostre.
    Da circa 15 anni lavora come libero professionista occupandosi di interior design, exhibit design, product design con una particolare attenzione alla sostenibilità. Ha al suo attivo partecipazioni a mostre collettive con oggetti di design autoprodotto. Nel 2014 ha collaborato con un’azienda di marmi per la realizzazione di alcune lampade utilizzando gli scarti di produzione, esposte a Milano in occasione del Salone del Mobile del 2015, Fuorisalone, Ventura Lambrate, e a Roma presso la Galleria “La Linea Arte Contemporanea” nel dicembre 2015.
    Ha insegnato presso l’Università del Salento, l’Accademia di Belle Arti di Lecce e attualmente per l’Istituto Design Matera.
    É inoltre autore di saggi e articoli su riviste scientifiche e alcune sue realizzazioni sono state pubblicate in cataloghi mostra e testi specialistici.