L’architettura balneare convive da sempre con una contraddizione funzionale: ogni elemento verticale che si interpone tra lo spazio da coprire e l’orizzonte sottrae valore alla vista panoramica tipica delle strutture fronte mare. Più cresce la metratura da coprire, più la logica strutturale ordinaria moltiplica gli appoggi e con essi le interruzioni del campo visivo.
Il progetto realizzato per lo stabilimento Lido Atlantis, a Otranto (Le), affronta il tema per sottrazione. La copertura su misura, sviluppata attraverso un sistema di Pergole Qbox K, scarica esclusivamente sui montanti perimetrali: la campata centrale resta libera, senza alcun sostegno intermedio. Ne deriva un unico piano orizzontale continuo, letto dall’interno come una soglia netta tra l’ombra e la baia.

L’esistente come principio architettonico

La scelta non è puramente estetica. In un contesto costiero l’orientamento della struttura, il taglio dell’ombra e la posizione degli appoggi determinano la fruibilità effettiva dello spazio nell’arco della giornata. Eliminare i montanti intermedi significa liberare non solo la vista ma anche la planimetria: la distribuzione dei tavoli, i percorsi di servizio e le configurazioni d’uso possono essere riorganizzati senza dover aggirare ostacoli fissi.

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La modularità del sistema Qbox K lavora in questa direzione. Concepito come soluzione multifunzionale per ambiti pubblici, commerciali e residenziali, consente di comporre la copertura sulla geometria reale del luogo anziché adattare il luogo a una misura standard.
Il confine visivo torna a essere quello naturale, il mare, e la terrazza assume la funzione che il contesto le assegnava già: un belvedere, reso praticabile in ogni condizione di luce.
È l’esito di un metodo che Sprech applica agli interventi su misura: partire dai vincoli del sito, tradurli in requisiti strutturali, risolverli con strutture di design, dal minimo impatto visivo, ma capaci di trasformarsi in ambienti coperti funzionali e versatili.